I dati del 2025 pubblicati  dal Comune dimostrano che la città30 è una misura efficace che continua a ridurre incidenti e salvare vite umane in confronto a quando non era in vigore: la migliore risposta a chi continua ad attaccare strumentalmente un progetto di civiltà. Semplicemente, fatta rispettare meno, la città30 funziona un po’ meno, con un secondo anno in cui riaumentano morti e feriti rispetto al primo. Ciò smentisce tra l’altro la vulgata che la diminuzione della velocità sia dovuta ai cantieri, che all’opposto nel 2025 sono stati molti più del 2024.

D’altra parte, i numeri positivi del biennio complessivo e del confronto di Bologna con le altre grandi città ci dicono che siamo sulla strada giusta e dobbiamo proseguire il percorso con sempre maggiore decisione, mettendo in campo più Città 30 e non meno, come dice il Sindaco. Molte più opere stradali di moderazione della velocità, più controlli reali dei vigili, più strade col limite di 30 km/h.

Molte morti infatti sono avvenute su strade a 50 che il piano del 2023 prevedeva già di abbassare a 30 in una seconda fase, come via Toscana, via Emilia Levante e via Andrea Costa: è fondamentale che queste vie entrino nelle nuove ordinanze in corso di preparazione.

In ultimo non possiamo non rilevare il crollo verticale dei controlli della Polizia locale, più che dimezzati da 322 servizi nel 2024 a 152 nel 2025, di cui quasi nessuno nel secondo semestre. Nella fase 2 sarà decisivo ripartire anche con controlli reali con telelaser e infovelox come all’inizio.

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