In Italia la sicurezza stradale resta una questione ancora da risolvere. Ieri, 18 giugno, a Reggio Emilia un bambino di 11 anni ha perso la vita dopo essere stato investito da un camion della raccolta rifiuti. L’ennesima tragedia che dovrebbe imporre in cima all’agenda della politica nazionale scelte non più rinviabili per ridurre il più possibile i rischi per le persone nei propri spostamenti quotidiani. «Di fronte alla morte del ragazzo di 11 anni travolto da un camion dei rifiuti nel Reggiano non ci sono parole sufficienti per esprimere il dolore, ma c’è una domanda che la politica non può più evitare: quante altre tragedie dovranno accadere prima che il Governo decida di intervenire davvero sulla sicurezza di pedoni e ciclisti?».
A che punto è la proposta di legge sulla mobilità attiva
Lo ha detto Valentina Ghio, deputata del Partito Democratico e prima firmataria della proposta di legge sulla mobilità attiva e la sicurezza stradale alla cui stesura anche FIAB ha collaborato. «Da mesi assistiamo a un dibattito ideologico sul Codice della strada voluto dal ministro Salvini, mentre continua a crescere il numero delle vittime più vulnerabili della mobilità».
Da oltre 30 anni FIAB si impegna in tutte le sedi istituzionali, in Italia e in Europa, per far sì che il diritto alla mobilità venga pienamente riconosciuto agli utenti attivi della strada come pedoni e ciclisti. «Da oltre un anno giace alla Camera una proposta di legge che ho presentato insieme a FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – ha aggiunto l’onorevole Ghio – grazie anche al prezioso contributo di Andrea Colombo, per introdurre una vera svolta nelle politiche della sicurezza stradale, fra cui l’obbligo di installare dispositivi automatici contro gli angoli ciechi sui mezzi pesanti».
Si tratta di una legge che ha l’obiettivo di introdurre una nuova visione della mobilità, «fondata sulla tutela degli utenti più fragili della strada e sul principio che la sicurezza deve essere il primo criterio nella progettazione e nella gestione dello spazio pubblico». FIAB continuerà a fare pressione il più possibile per dialogare con le forze politiche e tutti gli attori che possono smuovere questo drammatico status quo.
Luigi Menna, presidente della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, ha dichiarato: «Dalla sua costituzione FIAB si impegna incessantemente per favorire il percorso casa-scuola, avendo ben presente che non si tratta solo di bambini, ma dei cittadini di domani. Il percorso intrapreso in molte città italiane e di recente con UNICEF è un continuo stimolo a migliorarsi. Ed è quindi particolarmente dolorosa la notizia della morte di un bambino che aveva appena finito la scuola elementare e si preparava a entrare nell’adolescenza. Tutto questo anche per colpa di una legge carente e di una volontà politica assente da parte di chi si è assunto anche il compito di tutelare la vita degli utenti vulnerabili della strada».



