Pubblichiamo il testo finale creato a più mani in occasione della nostra prima pedalata di scrittura creativa. 

Una gita creativa: ce la possiamo fare!

(Partecipanti: Antonella, Bruna, Carla, Cesare, Cristiana, Francesco, Gabriele, Lorenzo, Luciano, Marco, Monica, Ombretta)

C’era una volta un gruppo di ciclisti che decise di andare a fare un giro in bicicletta in una giornata di primavera dal sapore autunnale. Per fortuna non pioveva! Tra loro c’era uno smemorato che aveva lasciato a casa la bicicletta, ma poco male, lo smemorato aveva portato con sé una mappa per trovare un tesoro. L’unico neo era rappresentato dal come decifrarla. Essendo la mappa priva di legenda, tutti si interrogarono su  come interpretarla o da quale lato girarla per raggiungere l’ambito tesoro.

Interrogandosi e camminando, camminando e interrogandosi, il gruppo perse le coordinate e si smarrì in un parco fiorito dove venne loro incontro un uomo. Un uomo dalle fattezze d’angelo, con alle spalle due ali tempestate di petali di fiori di ciliegio. Gli stessi fiori di ciliegio degli alberi di cui era punteggiato il prato. Fu subito chiaro al gruppo che dall’incontro ne sarebbe nato qualcosa di buono. Infatti, non trascorse molto tempo prima che l’essere fuori dal comune pronunciasse il suo discorso: “Amici miei, se siete qui è perché tra voi c’è un filo che vi fa convergere verso un disegno unitario. Io ho un’idea precisa del tesoro che cercate, ma al momento non dirò nulla.”

L’essere speciale che tutti videro come un oracolo non aggiunse altro e, con il trascorrere delle ore, gli uomini e le donne del gruppo cominciarono a guardarsi attorno alla ricerca di qualcosa con cui nutrirsi e rifocillarsi. Ma non c’era acqua nel giardino, né cibo. Come avrebbero fatto a continuare la loro perlustrazione senza poter contare su qualcosa da mettere sotto i denti? Non fecero a tempo a pensarlo che improvvisamente scorsero poco distante da loro una fontana e un campo pieno di fragole. Tante fragole mature e zuccherine. Il gruppo potè così bere e mangiare a volontà e, con la pancia piena e la mente agile, diventò più semplice leggere la mappa. Compreso il modo in cui orientarla il gruppo continuò il cammino.

Da principio superò una collinetta, poi si trovò davanti a una grotta. Sicuramente il tesoro doveva essere lì; il posto migliore al mondo in cui nascondere un tesoro. Ma purtroppo la congettura si rivelò subito una falsa pista. La grotta era sbarrata da un masso che neanche Maciste avrebbe potuto spostare. A quel punto l’uomo speciale, dalle fattezze d’angelo, uscì dal silenzio e pronunciò il suo secondo discorso: “Amici miei, ognuno di voi sa in cuor suo in cosa consiste il suo tesoro personale, ma io voglio mettervi alla prova: dimostratemi che siete un gruppo unito. Solo in questo modo scoprirete la potenzialità del tesoro di cui andate a caccia!”

Una richiesta tanto semplice, quanto difficile da mettere in pratica: il gruppo, spaventato dalla consegna, si sparpagliò in un fuggi fuggi generale che gli fece perdere la prova. L’uomo fuori dal comune non si perse d’animo e, radunati uno per uno i fuggitivi, fece loro il terzo discorso: “Amici miei, ricordate…! Ogni tesoro materiale può essere pienamente goduto solo se condiviso con gli altri.” A quel punto fu chiaro a tutti che il tesoro più grande è l’amicizia. E non ci fu più resistenza o ostacolo a volersi bene e a giocare come bambini a cucinare i petali dei fiori.

Dopo tanto svago e leggerezza seguì il sonno. E al risveglio ognuno scoprì che ad attenderlo c’era la bicicletta dei suoi sogni. Una bicicletta nuova di zecca pronta per una meravigliosa avventura di condivisione e amicizia.

Finali alternativi

Finale di Gabriele
…Al risveglio ognuno scoprì che ad attenderlo c’era una bicicletta d’oro. Tutti insieme, in virtù del patto di amicizia siglato, decisero di venderla. Il ricavato consentì ad altre persone di acquistare una bicicletta per prendere parte alle attività del gruppo.

 Finale di Marco
…Al risveglio ognuno scoprì che ad attenderlo c’era una bicicletta dell’ arcobaleno, una bicicletta magica capace di segnalare i percorsi.

Finale di Luciano
Dopo avere girovagato di qua e di la, il gruppo si ritrovò in Piazza Maggiore e  finalmente capì: il tesoro ricercato altrove era lì da dove erano partiti e rispondeva al nome di bicicletta.

Finale di Monica
…Al risveglio ognuno scoprì che ad attenderlo c’era una bicicletta capace di viaggiare nel tempo.

 Finale di Francesco
…Al risveglio ognuno capì che il vero tesoro coincide con l’obiettivo di condividere un percorso comune.

 Finale di Lorenzo
…Al risveglio ognuno trovò una bacchetta magica. Un tesoro speciale con cui risolvere piccoli problemi e portare la pace nel mondo.

Finale di Cristiana
Una volta nella grotta il gruppo trovò il tesoro. Ma, insieme al tesoro, scoprì il valore dell’amicizia. Tra chiacchiere, risate e momenti di condivisione tutti poterono ristorarsi di tanta fatica fatta.