Roma, 14 ottobre 2026: Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha adottato in via preliminare il nuovo Codice della Strada. RIME, Rete Italiana Mobilità Equa, lancia l’allarme, sulla base del testo sottoposto a consultazione e delle modifiche anticipate dal MIT e dalla stampa.

Questo il primo commento della Rete, che unisce oltre 40 organizzazioni che si occupano di mobilità sostenibile, sicurezza stradale, vittime sulla strada, trasporto e spazio pubblico in Italia, e ha partecipato alla consultazione:

«Dopo trent’anni, il Governo ha l’occasione di cambiare e rendere più sicura ed efficiente la mobilità degli italiani, come nel resto d’Europa. La proposta attuale sembra mettere la circolazione e la velocità dei veicoli davanti alla sicurezza, alla salute e alla mobilità delle persone, penalizzare gli utenti più vulnerabili, ridurre controlli e multe, limitare l’azione dei Comuni. Un codice che, se non cambia nell’iter dei prossimi mesi, rischia di portarci fuori strada e di produrre più insicurezza, inquinamento e traffico a danno anche di chi guida».

Aspettiamo di leggere il testo definitivo e nel frattempo chiediamo al MIT di chiarire quali proposte della società civile nella consultazione pubblica siano state accolte e le motivazioni di quelle rigettate.

Le associazioni non hanno mai smesso di scendere in piazza nelle città, da ultimo dopo la morte di Nicolò, ucciso a sette anni a Torino mentre pedalava per andare a scuola, e ora chiedono a Governo, Parlamento, Regioni e ANCI di lavorare a modifiche profonde, per una riforma che protegga le vite delle persone e per strade più sicure e giuste.

Rete Italiana Mobilità Equa (RIME)

RIME unisce più di 40 associazioni e organizzazioni che promuovono la sicurezza stradale, la mobilità attiva, il trasporto pubblico e la qualità dello spazio pubblico in Italia.

Maggiori informazioni: retemobilitaequa.it – Contatti: strada@retemobilitaequa.it